Lo sport e il CONI

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Il mondo dello sport è vasto e complesso. Fatto di tante discipline e di tante regole, già alla fine dell’Ottocento era evidente la necessità di un organo nazionale e sovranazionale che lo dirigesse.

Se sei interessato ad avvicinarti al mondo dello sport ma non sai quale sport sia più adatto a te leggi: Come capire quale sport fa per te

La Storia del CONI

Infatti a partire dal 1894 nascono i primi comitati internazionali, che si occupavano in realtà perlopiù di organizzare i lavori per i Giochi Olimpici. Parliamo del Comitato Internazionale Olimpico (CIO).

La svolta in Italia avviene però nel 1914 quando nasce il Il Comitato olimpico nazionale italiano o CONI è l’organismo di governo dello sport in Italia. Fondato come organismo privato allo scopo di organizzare la presenza olimpica degli atleti italiani.

Successivamente diviene l’organizzazione di raccordo di tutte le federazioni sportive nazionali, ruolo che ricopre tuttora. Ci troviamo negli anni venti del Novecento, il fascismo dilaga e spinge anche l’interesse verso le discipline sportive. L‘attività sportiva è valorizzata e utilizzata anche per fini propagandistici. In questo clima si approva la proposta di far funzionare il CONI, in determinate circostanze, come “Federazione delle Federazioni sportive”. Innovazione attuata dal 1927.

Com’è oggi il rapporto con lo sport

Ancora oggi è un ente pubblico non economico, sotto la vigilanza del Consiglio dei ministri. Nonostante la vigilanza il CONI non risponde in sede politica di questioni riguardanti l’ambito sportivo

Infatti il CONI fa parte del Comitato Olimpico Internazionale che obbliga i comitati dei Paesi membri all‘indipendenza dal potere governativo.

Riconosce:

Sono affiliate al CONI 95.000 società sportive che contano 11 milioni di tesserati.

Il Comitato Italiano Paralimpico

 Ente autonomo di diritto pubblico costituito il 17 febbraio 2017, prima se ne occupava la Federazione Italiana Sport Disabili. Ha lo scopo di curare, organizzare e potenziare lo sport per persone con disabilità. È la Confederazione delle Federazioni e Discipline Sportive Paralimpiche, sia a livello centrale che territoriale, al pari del CONI per le discipline olimpiche, e riconosciuto dall’International Paralympic Committee (IPC)

Lo sport professionistico

Per definizione parliamo di sport professionistici quando ci riferiamo a sportivi che ricevono compensi in denaro per praticare l’attività sportiva.

 Il professionismo ha favorito la ricerca delle migliori prestazioni, più è famoso, più persone si avvicinano alla disciplina più probabilità ci sono di trovare nuovi talenti, più diventa importante eccellere.

La popolarità di uno sport comporta anche un maggiore afflusso di denaro in una data disciplina. Prendiamo in analisi il calcio, famosissimo in Italia, intorno a cui ruota un enorme giro di denaro.

Tuttavia molti non vedono di buon occhio l’attività professionistica, poiché ritengono l’attività sportiva un’attività da intendere solo come svago. Visione contestata da chi sostiene che il dilettantismo favorisca solamente chi può praticare sport senza preoccuparsi del proprio mantenimento economico e, quindi, limita l’accesso alla pratica agonistica.

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